Oltre 10.000 i manifestanti presenti sull’Elisabeth Bridge.
Viktor Orbán è nell’occhio del ciclone. Le proteste contro il governo ungherese si intensificano. Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per opporsi alla legge che vieta le marce del Pride. Orbán, Primo Ministro ungherese, ha approvato la legge “di protezione dei bambini” a marzo, come parte della sua continua campagna contro la comunità LGBTQ+. La legge consente ai distretti di multare fino a 200.000 forinti (circa 420 sterline) le organizzazioni e i partecipanti alle marce del Pride e autorizza l’uso del riconoscimento facciale per identificare le persone coinvolte in questi eventi. La mossa ha suscitato una forte reazione, con numerose proteste in tutto il paese. L’organizzazione Budapest Pride ha dichiarato in una nota: “non si tratta di protezione dei bambini, questa è fascismo.”
I manifestanti contro Viktor Orbán
Le manifestazioni hanno continuato a crescere, con oltre 10.000 persone che hanno partecipato alla manifestazione del 1° aprile sull’Elisabeth Bridge, nel cuore di Budapest. I manifestanti hanno esposto cartelli con frasi come “basta con le menzogne” e “via Orbán! Vogliamo la democrazia”. Alcuni protestanti, come una donna di 60 anni, Agice Tothne, hanno affermato che il governo di Viktor Orbán è “corrotto” e che “la gente sta cominciando a svegliarsi“. I membri del partito Momentum hanno anche protestato bruciando bengala nel Parlamento ungherese e distribuendo immagini generate da IA di Orbán che baciava il presidente russo Vladimir Putin, con cui ha legami stretti. La legge ha suscitato preoccupazioni internazionali. Ventidue ambasciate, tra cui quelle di Francia, Germania e Regno Unito, hanno firmato una lettera aperta, esprimendo gravi preoccupazioni per le restrizioni “al diritto di riunirsi pacificamente e alla libertà di espressione.”